E NEL MIO CIELO, UNA STELLA, UNA SOLA C'E'
(La Brumbeide)

Ok, va bene, so cosa state per dire. Beh, non tutti, certo….. ma quelli che mi conoscono, di sicuro! Almeno una volta gli sarà toccato. E' come una tassa, non si scappa! Ed ora lo sto per rifare e, perfida come sono, non vi nascondo di provare un certo godimento. Racconterò per l'ennesima volta LA BRUMBEIDE e chi l'ha già sentita allo sfinimento probabilmente comincerà a roteare gli occhi, a secernere del liquido verde dalla bocca girando la testa a 360 gradi ed a pronunciare delle frasi intraducibili con la voce di Sandro Ciotti.
Ma che volete farci, io sono una romantica e mi piace talmente tanto raccontare questa storia… ma come quale storia? La MIA storia, quella del mio contagio, l'inizio di tutto, la TOZZIFOLLIA, il bacillo! Chissà, magari qualcuno ci si ritroverà, in fondo le nostre storie si intrecciano talmente…E' INUTILE CHE SBUFFATE!
Mi è venuta voglia di raccontarla ripensando alla mia cara, splendida NON VA CHE VOLO. Si, è stata sua, la colpa di tutto, il bacillo era proprio lì, nascosto, maligno e furbetto, pronto a saltarmi addosso al momento giusto… è stato un agguato in piena regola, non c'è che dire.
Beh, in realtà, qualche avvisaglia della malattia si manifestò già da un paio di anni prima, dall'estate di quel fantastico, fatidico, indimenticabile e speriamo non irripetibile 1977. Come un BIG-BENG, Umberto fece irruzione nel mondo della musica leggera, in un modo piuttosto… frastornante, direi… credo che almeno un po' lo fu anche per lui. Forse adesso non ci si può rendere conto, ma chi ha vissuto quell'epoca, sa che la sua TI AMO fu un'autentica rivoluzione musicale. Ed il frastuono del suo straripante successo arrivò anche alle orecchie di una tenera (???) bambinetta di sette anni, tutta ciucci e Barbie, un po' maschiaccia per la verità, ma con il cuore in fiamme, equamente diviso in due dall'amore travolgente per Terence (il fidanzato figo di Candy Candy) e per il mitico Actarus, alias Goldrake, quello con "l'alabarda SPAZIALE" , per intenderci… li trovavo entrambi così eccitanti… anche se in realtà non sapevo bene cosa voleva dire. Era ancora l'epoca in cui credevo che a baciare un maschio, con conseguente scambio di secrezioni salivarie, si rimaneva incinte. Già, il segreto della vita era nella saliva. FURRRBA.
Comunque, per tornare a noi… quell'estate il mio papà, niente ferie; ma ci portava al mare tutte le domeniche. Era un abitudinario ed un mattiniero… le uniche due cose che non ho ripreso da lui.
Alle 7,00 in piedi, alle 8,00 si parte. Roma -Torvajanica, 35 Km circa, 30\45 min. di viaggio, e tutte, ma proprio tutte le sante domeniche, alle 8,00, la radio suonava così " tattarattaaaa…. Three… two… one… ingection … HIT PAAAA-RADE….". Durante il viaggio ascoltavamo la classifica dei dischi più venduti dell'estate, e dopo una mezz'oretta, arrivati più o meno in prossimità del villaggio Tognazzi, puntuale come il sole e la luna : " …ED AL NUMERO UNO, ANCHE QUESTA SETTIMANA, SI RICONFERMA……" … indovinate? LUI! MA SI!! SEMPRE LUI! TUTTA L'ESTATE LUI! IMMARCISCIBILE! IMBATTIBILE! SPIETATO ED ECCITANTE COME GOLDRAKE!
Già… sentire quella canzone, mi dava le stesse emozioni… così nuova, così ardita, così…. ECCITANTE! ECCO! "ORA HO CAPITO COS'E'
ECCITANTE!!". Bimbi crescono.
Devo essere sincera, però. Quell'anno, ricordo, c'era anche un'altra canzone che mi piaceva tantissimo; L'ANGELO AZZURRO, di un altro Umberto, Balsamo. Ma confesso, tra i due fu dapprima una
vile scelta estetica, a decidere il destino. Lo vidi in televisione, il Balsamo, e per lui non ci fu storia. Di Actarus non ci aveva proprio un bel niente. Bambini… PFUI!
Comunque qualcosa doveva aver fatto breccia di già, sta di fatto che esattamente un anno dopo…
Estate 1978, sempre Torvajanica beach… affittammo una casa che si affacciava sul mare. Era l'anno dei mondiali in Argentina e mio padre ed i miei fratelli facevano le nottate alzati per vedere le partite… ed io fingevo di dormire, ma in realtà… che partite, ragazzi! La grande Argentina campione del mondo, ah, se me la ricordo, quella di Ardiles, Passerella, Bertoni e Mario Kempes, quella che la nostra giovane Italia purgò irriverentemente con uno storico gol di Penna Bianca Bettega! WAOUUU!
Ma, nonostante questo però, ancora non so per quale strano moto, la mattina riuscivo a stare in piedi, alle 8,30 precise, vincendo un sonno mondiale, affacciata al terrazzo ad aspettare il barcone che tutte le mattine, dico tutte, passava al largo suonando immancabilmente TU! Non so, non mi pare che fossi già del tutto contagiata, eppure c'era una strana forza, di natura forse soprannaturale, che mi spingeva li sopra, malgrado tutto. E forse è da spiegarsi col soprannaturale anche il fatto che il barcone suonasse sempre TU. Bah, poi dice che il destino… forse è colpa degli UFO. Si, deve essere proprio così. Gli UFO, ci sono di mezzo.
Ma fu l'anno seguente, quello in cui le mie difese caddero definitivamente ed ineluttabilmente sotto i colpi del rosso. Un altro anno magico per Lui, e per la musica italiana, aggiungo, il '79. Un nuovo tormentone, la sua Gloria; per il terzo anno consecutivo la sua voce entrava ossessivamente nelle orecchie e nella testa degli italiani, cosa che solo al GRANDE Lucio Battisti fu concessa dal fato e dal talento. E quell'estate mi capitò per la prima volta di vederlo in TV; fu per caso… in quel periodo si teneva una manifestazione canora, caduta poi in disuso, che mi pare si chiamasse "LA GONDOLA D'ORO" o qualcosa del genere. A Venezia, naturalmente. Quell'anno presentava Auana Gana (chi lo ricorda?). Ad un certo punto questo strano personaggio pronunciò un nome che, con mia stessa sorpresa, mi fece sussultare sulla sedia… " …
signore e signori… Umberto Tozzi!!".
Il cuore mi batteva tanto forte da sentirlo in gola e non sapevo bene neanche io il perché; mi sentivo stordita. Era una sensazione del tutto nuova per me, non mi era mai capitato prima… tun-tun-tun-tun … tra l'applauso scrosciante del pubblico, Umberto si presentò sul palco, finalmente quella voce prese un volto. Rossi capelli, bello in un viso di ragazzo, frack e scarpe da tennis, una sciccheria, si sedette al pianoforte e cantò la splendida Qualcosa qualcuno. Al termine della canzone, venne premiato con l'Antenna d'oro, per la migliore musica del 1979. Mi sentii lusingata, davvero! "…cacchio!" pensai… "ma allora è davvero bravo, vedi, non sono così stupida!".
Qualche giorno dopo lo rividi di nuovo in TV (allora ci andava spesso, ;-)), non ricordo in quale trasmissione. E quella volta, fu fatale. Si sedette di nuovo al piano, ma questa volta partì un'altra musica, mai sentita prima.
UN PASSEROTTO UN PO' DIFFIDENTE CHE IL MIO CANTO SPAVENTARE NON FA,
E UN CALDO VENTO DI TERRA UN BEL LIBRO UNA BIRRA, CHE COSA NON VA…
Mi sentii il cuore trafitto, spaccato in due, una fitta alla bocca dello stomaco, stordita e leggera…
Se avessi dovuto immaginare un angelo, avrebbe avuto la sua voce.
Da allora non ho fatto che volare per lui e nel mio cielo, una stella, una sola non ha smesso
ne mai smetterà di brillare.
La sua voce è droga per me, e non ho nessuna voglia di disintossicarmi, perché non ce n'è un'altra capace di penetrarmi così, in fondo, nell'anima. Non ne ho colpa, e non so il perché, ma è così e basta.
Il giorno dopo, passeggiando per Viale Marconi con mia madre, vidi la cassetta di Gloria in una vetrina. Chiesi dapprima educatamente di comprarmela. Non mi arresi al primo no, man mano la mia richiesta diventava più decisa, fino a che, io, bambina educata e mai capricciosa, cominciai a strillare istericamente battendo i piedi per terra, come fanno quei ragazzini viziati che li pisterei di botte. E difatti, fu esattamente quello che fece mia madre. Me ne diede tante che a pensarci, ancora mi bruciano le chiappe, ma alla fine, stremata ed anche sorpresa, capitolò.
Da Gloria in poi, non me ne persi più uno, ed aspetto con impazienza ed avidità, ogni volta il prossimo disco. Perché, caro Umberto, devi sapere che c'è una cosa che non va…
E NON VA CHE NON CI SEI TU……
Bruna TOZZICOMANE NOIOSA
Ps. Azzieeeee per la pazienza di leggere fin qui. VVTB